tedra di filosofia teoretica – università degli studi della basilicata - facoltà di lettere e filosofia - cattedra di filosofia teoretica - facoltà di lettere e filosofia - università degli studi della basilicata - cattedra di filosofia teoretica – facoltà di lettere e filosofia – programmazione didattica – calendario accademico – università deg

 

prof,Giuseppe Mario Pizzuti

 

agenda dei corsi di

filosofia teoretica

 

programmazione dell’a.a. 2010-2011

 

 

Programmi dei Corsi e dei Seminari

 

 

 

 

Le comunicazioni contenute in questa Agenda

hanno valore ufficiale per gli studenti

 

 

 

 

 

filosofia teoretica corso annuale specialistica

 

Cornelio Fabro

nel 1.centenario della nascita

1911-2011

 

le tappe e gli approdi

di un itinerario speculativo

fondamentale

del Novecento

 

 

lezioni

di filosofia teoretica

tenute dal

Prof Giuseppe Mario Pizzuti

nell’Università della Basilicata

 

 

 

L’atto originario di Dio

come autolimitazione creativa

 

Corso annuale di Filosofia teoretica

in occasione del 1. centenario della nascita di Cornelio Fabro: 1911- 2011

 

 

La biografia filosofica di Cornelio Fabro

ricostruita attraverso saggi critici – editi e  inediti –

scritti e discussi con Fabro da Giuseppe Mario Pizzuti

nonché la corrispondenza epistolare dello stesso col filosofo.

 

 

 

 

Presentazione del corso.

 

 

            Cornelio Fabro è senza dubbio una delle maggiori personalità della filosofia del Novecento; mentre si delinea l’approssimarsi del primo centenario della nascita, noi riteniamo che sia ormai indispensabile instaurare un serio confronto critico tra la sua opera filosofica e gli esiti del pensiero contemporaneo, alla luce di una radicale ricognizione teoretica e storiografica della metafisica dell’essere, la quale non può essere considerata né ‘superata’ né ‘liquidata’. Non si tratta di riprendere quella che l’Euckhen chiamava, in riferimento a Kant e alla teologia metafisica,“una guerra tra due mondi”; anche il tempo delle guerre filosofiche sembra essere finito; siamo invece convinti che urga, nell’attuale temperie della riflessione speculativa, una radicale messa a punto tra l’autentica metafisica dell’essere (che anche noi, sulle orme di Fabro, riteniamo che vada individuata nella nozione di esse ut actus essendi) e l’ontologia della libertà, nella prospettiva degli itinerari percorsi dal pensiero teoretico della modernità. Su questa vetta decisiva della teoresi, Fabro è certamente un Maestro di rigore critico, dal quale nessun alunno della filosofia può prescindere, nel consenso o nel  dissenso.

Noi ci proponiamo di seguirlo lungo questi ardui ma esaltanti itinerari di pensiero, anche alla luce di materiali inediti affidatici personalmente dal Maestro nel corso di una frequentazione assidua di quasi trent’anni, così da contribuire a delineare i limeamenti possenti di un colosso del pensiero

 

Il corso di filosofia teoretica del corrente anno accademico è legato alla celebrazione del bicentenario della nascita di Sören Kierkegaard (1813-2013), e del centenario della nascita del massimo traduttore e interprete, in Italia, del grande pensatore danese, Cornelio Fabro (1911-2011), a buon diritto annoverato tra i filosofi teoretici italiani del Novecento, maggiormente rappresentativi.

Lo stretto, intrinseco legame tra i due pensatori è fondato su una serie di dati e di circostanze a cui in questa sede possiamo appena accennare:

 

a) Fabro è stato il primo studioso italiano ad aver scoperto la personalità e l’opera del Kierkegaard integrale, e tale scoperta gli ha consentito di cogliere l’originalità filosofica del pensatore danese rispetto al pensiero moderno, cioè al Razionalismo e all’Idealismo tedesco, per cui Kierkegaard – grazie appunto al modello ermeneutico di Fabro – può essere considerato a pieno titolo il massimo in-cidente epocale della modernità;

 

b) in effetti, quando Fabro si inoltrò – negli anni Quaranta, in prossimità della seconda guerra mondiale – nello studio di Kierkegaard, la situazione degli studi kierkegaardiani era piuttosto disastrosa: nell’ambito della cultura europea, dominava la Kierkegaard-Renaissance, accettata dalla storiografia corrente come matrice dell’esistenzialismo che ormai riempiva di sé la filosofia europea, già dal primo dopoguerra. Nella ‘scoperta’ di Kierkegaard il primo studioso era stato Karl Barth, fin dal 1910, e poi con crescente intensità negli anni di maturazione della sua teologia dialettica, quale troviamo nelle due edizioni del Römerbrief, il geniale Commento alla Lettera ai Romani; un Kierkegaard ovviamente succube delle traduzioni dal danese iniziate dal Brandes in lingua tedesca; mediato dalle traduzioni era anche il Kierkegaard di Kal Jaspers (Psicologia delle visioni del mondo e Filosofia), quello di Martin Heidegger (Essere e tempo), quello di Jean-Paul Sartre (L’essere e il nulla): un Kierkegaard con i connotati cambiati, ad arbitrio dei traduttori, che ne facevano non l’antitesi di Hegel (quale egli aveva inteso realmente di essere), bensì il continuatore di Hegel.

In Italia dominava indisturbata la ‘dittatura’ neo-idealista di Croce e di Gentile; nel 1936 era uscita una prima monografia di Franco Lombardi (Kierkegaard, riedita nel 1967), seguita nello stesso giro di tempo dalle prime opere di Nicola Abbagnano: timide apparizioni nella cultura italiana del pensiero esistenzialista, che non potevano scalfire il dominio dello storicismo crociano.

 

c) Fabro colse subito il bandolo della matassa: era evidente l’insostenibilità del Kierkegaard costruito dagli esistenzialisti già sulla base dei criteri adottati per le traduzioni; ma per avviare un discorso serio e documentato sul filosofo danese, bisognava avvicinarglisi nella lingua originale e nel testo integrale: il danese dell’Ottocento. Non c’era altra soluzione. Il suo impegno fondamentale, per molti anni, fu in questo senso, fino alla decisione di andare a Copenaghen per un lungo periodo di studio, nell’estate del 1948.

Dopo poco tempo, cominciarono ad uscire in Italia le traduzioni di opere fondamentali, cominciando dal Diario (del tutto sconosciuto in Italia, e quasi del tutto in Europa – dalla 1.edizione in tre volumi, fino alla 3. in dodici volumi), dalla traduzione integrale del Concetto dell’angoscia e della Malattia mortale (le opere a cui si richiamava l’Esistenzialismo nostrano), alle opere teoretiche Briciole di filosofia e la monumentale Postilla alle Briciole di Filosofia (perno della critica antihegeliana, del tutto sconosciute in Italia: si badi, a metà anni Sessanta!), all’Esercizio del Cristianesimo, alla produzione edificante e agli scritti spirituali.

 

d) Nel Kierkegaard scoperto nella sua autenticità e integralità, Fabro non ebbe difficoltà a ravvisare una formidabile conferma del modello teoretico al quale era pervenuto per aliam vian: dopo decenni di studio diretto e di critica testuale dell’opera integrale di Tommaso d’Aquino, era giunto a rigettare la Scolastica moderna, dalla tarda Scolastica alle varie forme della teologia Scolastica dell’Otto e del Novecento, fino alla Neo-Scolastica: tutte forme teoretiche giudicate nello stesso tempo scaturigine e vittima del razionalismo moderno, in virtù della obbiezione fondamentale che in esse – grazie a un processo storico-teoretico cui in questa sede non è possibile nemmeno accennare – l’esse in actu costituisce l’estrema frontiera del pensiero teoretico sulla scia della metafisica aristotelica, ma viene del tutto ignorata l’irriducibile originalità della teoresi cristiana, che ravvisa nello esse l’atto dello ens, e che pertanto assurge alla vetta teoretica dello Esse ut actus.

 

e) E’ evidente la conseguenza, che sta a monte dell’intera costruzione teoretica e storiografica di Fabro: un pensiero legato alla metafisica della Scolastica razionalista (ovvero formalista) non è assolutamente in grado di misurarsi con il razionalismo moderno e di obbiettare validamente contro la conclusione atea e nichilista del pensiero moderno, definito e innervato dal cogito cartesiano. Si tratta della stessa posizione di Kierkegaard, e sia pure in senso antitetico, dello stesso Hegel: il razionalismo moderno, nella sua coerente unitarietà da Cartesio allo Hegel, può essere efficacemente contestato unicamente a livello di fondamento.

È precisamente siffatta acquisizione che troviamo alla base della indagine sull’ateismo moderno, con cui Fabro ha letteralmente riempito – insieme ad Augusto Del Noce – la filosofia italiana dell’ultimo Novecento: la riconduzione dell’a-teismo alla radice razionalista, quindi alla struttura del cogito, cioè al cominciamento in senso immanentista del pensiero – che può cogliere la sua unica possibile alternativa non già nel formalismo metafisico, bensì nel cominciamento radicale dello Esse ut actus, cioè nell’attingimento di una ontologia originaria dell’essere in quanto libertà.

 

f) Pertanto, il modello filosofico elaborato da Fabro si rivela in definitiva una ermeneutica intensiva delle intuizioni filosofiche di Kierkegaard; le quali a loro volta offrono la giustificazione ultima delle tesi filosofiche di Fabro.

Nel corso del triennio celebrativo – 1910-1913 – ci proponiamo di ripercorrere, nei corsi di filosofia teoretica e nei seminari annessi, la genesi e l’espansione delle due filosofie nella analisi

-per un verso, dell’ateismo, del nichilismo e del totalitarismo quali coerenti e inevitabili approdi della modernità;

-per altro verso, della portata teoretica ed esistenziale della dottrina dello Esse ut actus di Tommaso e della vertiginosa esperienza della libertà espressa da Kierkegaard.

 

g) In tema di rapporto tra Fabro e l’opera di Kierkegaard, possiamo ricordare che presso la nostra Cattedra di Filosofia teoretica, nell’Università della Basilicata, ha sede il Centro Italiano di Studi Kierkegaardiani, fondato da Cornelio Fabro con lo scopo esplicito e dichiarato di continuare la sua opera di traduzione, di studio e di approfondimento dell’opera e del pensiero del grande Danese.

 

Questo spiega la presenza, nella nostra programmazione didattica, di seminari di argomento kierkegaardiano per gli studenti di filosofia teoretica, oltre che altre iniziative scientifiche e culturali che prendono inizio dalla circostanza del bicentenario, e che saranno realizzate in collaborazione con Università e Centri kierkegaardiani di ricerca sia italiani che europei, secondo un programma che sarà comunicato quanto prima.

 

 

  

Argomento del corso

 

 

L’atto originario di Dio come autolimitazione creativa

La dottrina dello esse ut actus quale risoluzione dell’essere nella libertà radicale e quale giudizio speculativo della istanza teoretica dell’ateismo moderno.

 

1.- la metafisica dell’atto in quanto coglimento teoretico della libertà originaria e della priorità metafisica della existentia rispetto alla essentia.

 

2.- la ‘morte di Dio’ quale giudizio di struttura del cogito moderno: il ‘sillogismo dell’identità’ dal Razionalismo moderno alla ripresa hegeliana dell’argomento ontologico.

 

 

 

Seminario di Filosofia teoretica

(II semestre)

 

La critica kierkegaardiana dell’hegelismo teologico ispiratore della ‘Cristianità  stabilita’

 

La denuncia dell’hegelismo teologico in Danimarca, espresso nel pensiero di Adler, Mynster e Martensen, nel Diario e nell’Esercizio del Cristianesimo. Testi e documentazione inediti

 

 

Svolgimento del corso per unità didattiche

 

I semest

1.

1-profilo biografico e biografia filosofica di Cornelio Fabro

2-Fabro traduttore e interprete di Kierkegaard

3- il progetto filosofico di Fabro: cristianesimo e pensiero moderno – critica della ragione teologica

 

2.

5-scolastica razionalista contro il razionalismo moderno – sillogismo, egemonia del concetto

quella scolastica costituisce l’interlocutrice adeguata dell’ateismo moderno?

6-7- Introduzione all’ateismo moderno

 

3. lezioni 8 9 10

Il Dialogo sull’Essere del pensiero occidentale

-Sinteticità e analiticità dell’essere

-Parmenide e il problema della metafisica

(frammenti di Parmenide e di Eraclito, commentati da Heidegger)

-Platone e la flessione essenziali sta della metafisica occidentale

 

4.

La tensione di essentia-existentia

nella prospettiva della flessione essenzialista della metafisica occidentale e nella prospettiva differenziale dell’actus essendi lezioni 11 12 13 

 

5.

Prospettive per la fondazione di una metafisica dell’atto,

quale actus essendi lezioni 14-21

 

6.

Alle radici del Razionalismo e dell’ateismo moderno

-il contesto culturale dell’ateismo moderno: Bayle -22

-analisi di struttura del cogito-ateismo – 23 24 25

-dalla causalità alla appartenenza – 26 27

-causa sui – da Spinoza a Schelling – 28 29 30

 

7.

L’inconsistenza teoretica delle ‘prove’ della esistenza di Dio

-il dio delle ‘prove’ quale suggello e garanzia  del modello ermeneutico dell’uomo classico e moderno, -31

-le ‘prove’ da Tommaso d’Aquino a Leibniz: la critica di Kant

l’argomento ontologico da Anselmo d’Aosta a Tommaso fino allo Hegel, attraverso Kant -32 33

-il sillogismo dell’identità quale traduzione razionalista dell’argomento ontologico, da Cartesio-Spinoza a Leibniz a Hegel – 34 35 36

-Feuerbach – L’essenza del Cristianesimo -37 38

 

II semestre

 

8.

La risoluzione atea dell’Idealismo

-conflitto spinoziano – Lessing-Jacobi

-Atheismusstreit – Forberg-Fichte

-risoluzione dell’idealismo nel panteismo (Hegel Schelling)

Lezioni 6

 

I dia-loghi tra l’Esse ut actus e le metamorfosi del Sein hegeliano

9.

-In  dialogo con Hegel: Esse ut actus e erfülltes Sein:

una guerra e una evocazione tra due mondi

la prima riforma della dialettica hegeliana

lezioni 6

10

- In dialogo con Cartesio: le metamorfosi del cogito (Sartre Camus)

lezioni 4

11

In dialogo con Kierkegaard: il ritrovamento del nulla nei labirinti dell’io -lezioni  6

12

-In dialogo con Nietzsche: la radicalità del Gott ist tot –  lez 4

13

-In dialogo con Heidegger: le ragioni della rivendicazione heideggeriana dell’atto, sprofondate nella evanescenza dell’ultimo Dio -lezioni4

 

 

Esercitazioni di filosofia teoretica (dott Rosanna Paladino)

-l’odissea del cogito, da Cartesio a Sartre

 

 

 

Bibliografia per l’esame

 

-Fabro, Introduzione all’ateismo moderno, EDIVI Segni 2011 2.ed – Gli studenti tralasceranno le Appendici ai singoli capitoli e studieranno

Introduzione - cap.I – cap.II – cap.III – cap.IV – cap.V – cap.VII – cap.VIII

 

Fabro, L’uomo e il rischio di Dio, Studium, Brescia, pp.135-465

 

Pizzuti, Il progetto filosofico di Cornelio Fabro, edizione  ciclostilata

 

Chi lo desideri, soprattutto in prospettiva della tesi di laurea specialistica, può approfondire uno dei ‘dia-loghi’ indicati nel programma del II semestre, di concerto con il docente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Storia delle Dottrine teologiche

Mutuaz Ermeneutica – I semestre

 

La Theologia crucis nel contesto della modernità

Croce e modernità: un intreccio ermeneutico

da Lutero a Hegel a Bonhoeffer

 

 

 

Il corso di Storia delle Dottrine teologiche, già presente nel piano di studi del corso di laurea in Discipline filosofiche, viene ripreso nel corso triennale di Lettere (ex l.270) in relazione alla impostazione generale data dal corrente anno accademico dal docente titolare del settore Filosofia teoretica alle discipline di propria competenza: riscoprire e documentare le radici teologiche del pensiero moderno.

L’argomento del corso di questo a.a. concerne un tema assolutamente cruciale ai fini di una adeguata comprensione della cultura filosofica della modernità: la theologia crucis con la connessa fondamentale tematica relativa alla dottrina della Giustificazione, indagata nei suoi esordi nella Lettera ai Romani dell’Apostolo Paolo e inseguita attraverso i commentari di Agostino, Lutero, Barth.

Il corso tratterà della theologia crucis in tutti i principali nodi della modernità: da Kant alla staurologia di Hegel e di Schelling, a Kierkegaard, a Nietzsche fino a Barth e Kitamori.

 

Struttura del corso per unità didattiche

 

1.Deus absconditus-revelatus -1

 

2.Theologia crucis: il Dio crocifisso -6

 

3.Philosophia crucis: l’istanza staurologica della filosofia moderna -7

 

4.La Kenosis della ‘morte di Dio’ nella elaborazione filosofica della moder       nità -8

 

5.Kierkegaard e Nietzsche: l’incognito cristologico -4

 

6.La theologia crucis e la dottrina della Giustificazione nella Lettera ai Romani, attraverso l’elaborazione del pensiero di Paolo, letto da Agostino, Lutero, Barth -7

 

 

Bibliografia per l’esame

 

Lo studente può scegliere tra una serie di unità programmatiche

 

1.

Ferrari, Philosophia crucis, Edizioni Scientifiche Italiane, pp.17-174

Juengel, Dio mistero del mondo, Queriniana, pp.65-295

 

2.

Moltmann, Il Dio crocifisso, Queriniana, pp.131-328

Toniolo, La Theologia crucis nel contesto della modernità, Glossa

 

3.

Gherardini, Theologia crucis. L’eredità di Lutero nella evoluzione teologica della Riforma, edizioni paoline

 

4.

La Lettera ai Romani, nel testo originario di Paolo (preferibilmente in greco) e attraverso uno dei seguenti commenti:

Origene – Agostino – Lutero – Barth

(chi opta per questo programma, deve prendere contatto personalmente col docente)

 

5.

Kertelge, ‘Giustificazione’ in Paolo, Paideia

Cipriani (ed), La Lettera ai Romani ieri e oggi, Dehoniane Bologna

                                                                                                                        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estetica

Mutuaz Ermeneutica della comunicazione – II semestre

 

 

 

Le parabole dell’estetico nell’opera di Kierkegaard

In occasione del bicentenario della nascita di Søren Kierkegaard (1813-2013)

 

Con il corso di Estetica di questo anno accademico prende inizio una visitazione ampia e approfondita dell’estetico kierkegaardiano che, nei prossimi tre anni, ci condurrà a una analisi integrale dei risvolti insospettati e spesso trascurati dell’estetico nell’uomo, quale dimensione strutturale e creativa dello spirito umano, che il filosofo danese per l’intero arco della sua vita ha inseguito con impegno totale.

 

Introd – La struttura della libertà radicale nell’estetico di Kierkegaard: l’estetico nella dialettica dello spirito

 

-la seduzione e il suo linguaggio

-la donna e l’angoscia - Antigone

-fenomenologia dello sguardo (Arendt – Sissi)

-)’implosione dell’estetico: il senso di colpa, la colpa e la morte

-l’estetico radicale nel razionalismo moderno

(Lessing, Hegel, EsercCrist, Massificazione, crist.stab)

 

Esercitazioni (dott Marisa Melfi)

-L’essenza della musica: la gratuità radicale.

Mozart: il paradigma del musicista-teologo

Analisi del Requiem K 626: Introitus-Dies irae

 

La Bibliografia per l’esame sarà pubblicata all’inizio del corso (II semestre) nella bacheca della Facoltà